I ministri delle Finanze di cinque importanti paesi dell’Unione Europea hanno chiesto congiuntamente che il blocco imponga una tassa sugli extraprofitti delle società energetiche, mentre i prezzi di petrolio e gas continuano a salire a causa del conflitto in corso tra l’alleanza USA-Israele e l’Iran.
I ministri di Germania, Italia, Spagna, Portogallo e Austria hanno firmato una lettera datata venerdì, chiedendo un intervento rapido per affrontare ciò che definiscono distorsioni del mercato causate dall’impennata dei prezzi. Il ministro dell’Economia spagnolo Carlos Cuerpo ha reso pubblica la lettera sabato.
Il conflitto in Medio Oriente ha fatto salire i prezzi del petrolio, imponendo un onere significativo all’economia europea e ai cittadini europei
Lettera ministeriale congiunta — The Independent
I prezzi del gas in Europa sono aumentati di oltre il 70% dall’inizio degli attacchi USA-Israele contro l’Iran il 28 febbraio. L’Iran ha di fatto bloccato la maggior parte del traffico di petroliere attraverso lo Stretto di Hormuz, un punto critico che gestisce circa il 20% dei flussi globali di petrolio e gas.
La crisi dei prezzi ricorda quella energetica che l’Europa ha vissuto dopo l’invasione russa dell’Ucraina nel 2022, anche se oggi i paesi dell’UE si approvvigionano di più energia da fonti rinnovabili. All’epoca, il blocco aveva introdotto misure di emergenza, tra cui tetti ai prezzi del gas e un contributo di solidarietà che tassava i profitti energetici in eccesso.
Riporta la richiesta ministeriale come risposta alle distorsioni del mercato e alle preoccupazioni per l’inflazione. Inquadra la proposta come un modo per garantire una distribuzione equa degli oneri durante la crisi energetica.
Presenta la proposta di tassa come un segnale di unità europea e di azione condivisa. Sottolinea il precedente delle misure di emergenza del 2022 durante la crisi Russia-Ucraina.
Si concentra sugli aspetti tecnici della proposta e sui requisiti del quadro giuridico. Evidenzia la vulnerabilità dell’Europa alle interruzioni dell’offerta energetica dal Medio Oriente.
I ministri sostengono che sia necessario riprendere misure simili. Nella loro lettera, indirizzata al commissario europeo per il Clima Wopke Hoekstra, citano il precedente della crisi del 2022, quando il blocco riuscì a implementare con successo una tassazione di emergenza sui profitti straordinari del settore energetico.
Dato le attuali distorsioni del mercato e i vincoli fiscali, la Commissione europea dovrebbe sviluppare rapidamente uno strumento di contribuzione paneuropeo basato su solide basi giuridiche
Lettera ministeriale congiunta — Straits Times
La lettera non specifica le aliquote fiscali né quali società sarebbero colpite. Tuttavia, i ministri sottolineano che la misura servirebbe a segnalare l’unità europea e la responsabilità condivisa durante la crisi.
Invierebbe anche un messaggio chiaro: chi trae profitto dalle conseguenze della guerra deve fare la propria parte per alleviare l’onere sulla popolazione
Lettera ministeriale congiunta — RFI English
La forte dipendenza dell’Europa dalle importazioni energetiche la rende particolarmente vulnerabile alle interruzioni dell’offerta provenienti dal Medio Oriente. L’attuale crisi ha già spinto l’inflazione dell’eurozona al 2,5% a marzo, in aumento rispetto all’1,9% di febbraio, trainata in gran parte dai prezzi più alti del petrolio.
Il commissario europeo per l’Energia Dan Jørgensen ha avvertito questa settimana che i prezzi dei carburanti non torneranno probabilmente ai livelli normali nel breve periodo a causa della persistente interruzione. Bruxelles ha espresso particolare preoccupazione per le forniture a breve termine di prodotti petroliferi raffinati, tra cui carburante per aerei e diesel.
La Commissione sta già valutando il ripristino di altre misure della crisi energetica del 2022, tra cui proposte per ridurre le tariffe di rete e le tasse sull’elettricità. Resta da vedere se la proposta di tassa sugli extraprofitti otterrà un sostegno più ampio tra i 27 Stati membri dell’UE.