Una corte d'appello federale ha permesso al presidente Donald Trump di riprendere a pieno regime i lavori per la sua sala da ballo da 400 milioni di dollari alla Casa Bianca, ribaltando l'ordine di un giudice di grado inferiore che aveva bloccato i lavori sopraelevati di questo progetto controverso.
La Corte d'Appello degli Stati Uniti per il Circuito del Distretto di Columbia ha concesso una sospensione amministrativa venerdì sera, consentendo la prosecuzione dei lavori fino all'udienza prevista per il 5 giugno. La decisione del collegio di tre giudici ribalta la sentenza del giudice distrettuale Richard Leon, che giovedì aveva bloccato i lavori sopraelevati, pur permettendo la prosecuzione di quelli sotterranei.
Il progetto della sala da ballo prevede la demolizione della storica East Wing, costruita nel 1902, per realizzare una struttura di 8.400 metri quadrati in grado di ospitare 1.350 invitati. I lavori sono iniziati a ottobre con finanziamenti privati a copertura dei costi di costruzione, sebbene le spese per la sicurezza rimangano a carico dei contribuenti.
Il giudice Leon aveva stabilito che il progetto richiedeva l'approvazione del Congresso, respingendo la classificazione dell'amministrazione Trump della sala da ballo come essenziale per la sicurezza nazionale. Il giudice ha definito questa riclassificazione come un tentativo di aggirare i requisiti legali.
La sicurezza nazionale non è un assegno in bianco per procedere con attività altrimenti illegali
Richard Leon, giudice distrettuale statunitense — BBC
La sfida legale nasce da una causa intentata dal National Trust for Historic Preservation, che sostiene che la Casa Bianca abbia violato la legge federale avviando i lavori senza presentare i piani alla National Capital Planning Commission o senza richiedere l'autorizzazione del Congresso.
Trump ha difeso il progetto sulla sua piattaforma Truth Social, presentandolo come infrastruttura essenziale per le operazioni presidenziali. Ha descritto il complesso come un'unità integrata comprendente rifugi anti-bomba e strutture mediche abbinate alla sala da ballo.
Tutto è collegato come un'unica grande, costosa e molto complessa unità, che è vitale per la sicurezza nazionale e le operazioni militari degli Stati Uniti d'America!
Donald Trump, presidente degli Stati Uniti — BBC
Il Dipartimento di Giustizia, nel suo ricorso, ha sostenuto che bloccare i lavori metterebbe a rischio la sicurezza del presidente e lascerebbe un sito di scavo pericoloso adiacente alla residenza esecutiva. L'amministrazione afferma che le donazioni private finanziano interamente i costi di costruzione.
La corte d'appello aveva precedentemente ordinato al giudice Leon di riconsiderare le implicazioni per la sicurezza nazionale dopo che questi aveva inizialmente bloccato tutti i lavori a marzo. La sentenza rivista di giovedì cercava di bilanciare le preoccupazioni per la sicurezza con i requisiti di supervisione legale.
L'udienza del 5 giugno stabilirà se i lavori potranno continuare oltre la sospensione temporanea. Il caso evidenzia le tensioni tra l'autorità presidenziale sulle modifiche alla Casa Bianca e la supervisione congressuale sulle alterazioni dei beni federali.
La BBC inquadra la vicenda come una storia legale e costituzionale, sottolineando la tensione tra l'autorità presidenziale e la supervisione giudiziaria. La loro copertura si concentra sugli aspetti procedurali e sulle dichiarazioni delle parti in causa, riflettendo l'interesse britannico per i meccanismi di controllo e bilanciamento statunitensi.
The Hindu presenta questa vicenda principalmente come un semplice sviluppo legale, con un'interpretazione editoriale minima. La loro breve copertura suggerisce che l'India la consideri una questione politica interna americana con limitate implicazioni internazionali.
NOS sottolinea l'aspetto della tutela del patrimonio storico e inquadra Trump come un'autorità presidenziale che oltrepassa i limiti, riflettendo la sensibilità europea alla protezione del patrimonio culturale. La loro copertura evidenzia la caratterizzazione del giudice nei confronti di Trump come un 'custode' piuttosto che proprietario della Casa Bianca.