Le forze ucraine hanno abbattuto droni di progettazione iraniana Shahed in diversi paesi del Medio Oriente durante l'ultimo conflitto in Iran, come confermato dal presidente Volodymyr Zelenskyy venerdì. Le operazioni rappresentano il primo dispiegamento militare ucraino al di fuori dei propri confini riconosciuto ufficialmente dall'inizio dell'invasione russa.
Zelenskyy ha rivelato che 228 esperti ucraini hanno operato con droni intercettori di produzione nazionale in diversi paesi, colpendo gli stessi modelli Shahed che la Russia impiega contro le città ucraine. Il presidente ucraino non ha specificato quali paesi abbiano ospitato le operazioni, ma le missioni si sono svolte prima della tregua provvisoria di questa settimana tra Iran, Stati Uniti e Israele.
Abbiamo distrutto i 'Shahed' iraniani? Sì. L'abbiamo fatto in un solo paese? No, in diversi. E a mio avviso, questo è un successo.
Volodymyr Zelenskyy, presidente ucraino — Al Jazeera
Il dispiegamento segna un cambiamento strategico per l'Ucraina, che passa da Paese che riceve aiuti a fornitore di tecnologia per la difesa. I droni intercettori ucraini, già efficaci contro gli attacchi russi, hanno dimostrato la loro capacità anche contro modelli dotati di motore a reazione nelle operazioni in Medio Oriente.
Non si è trattato di una missione di addestramento o di esercitazioni, ma di un supporto nella costruzione di un moderno sistema di difesa aerea che possa effettivamente funzionare.
Volodymyr Zelenskyy, presidente ucraino — CBC News
L'Ucraina ha ottenuto un significativo compenso per il suo supporto militare. I paesi partner hanno fornito armi per proteggere le infrastrutture energetiche ucraine, oltre a rifornimenti di petrolio e diesel. Alcuni accordi includevano anche accordi finanziari diretti, creando, come descritto da Zelenskyy, un modello di esportazione della difesa per l'Ucraina.
Le operazioni sono coincise con il tour diplomatico di Zelenskyy nei paesi del Golfo dello scorso mese, tra cui Qatar, Arabia Saudita, Giordania ed Emirati Arabi Uniti. Durante queste visite, l'Ucraina ha firmato accordi formali di difesa con Emirati Arabi Uniti, Qatar e Arabia Saudita, stabilendo quadri per una cooperazione militare continuativa.
Zelenskyy ha sottolineato il valore strategico di queste partnership oltre ai guadagni militari immediati. Gli accordi forniscono all'Ucraina stabilità energetica, posizionando al contempo Kyiv come esportatore di tecnologia per la difesa, potenzialmente creando flussi di reddito sostenibili indipendenti dagli aiuti occidentali.
Stiamo aiutando a rafforzare la loro sicurezza in cambio di contributi alla resilienza del nostro Paese. Questo va ben oltre il semplice ricevere denaro.
Volodymyr Zelenskyy, presidente ucraino — CBC News
Il leader ucraino ha indicato piani per un'espansione della produzione di sistemi intercettori in grado di abbattere droni con motore a reazione, suggerendo che le operazioni in Medio Oriente hanno rappresentato sia missioni operative che test sul campo per la tecnologia di difesa ucraina.
Nonostante questi successi, Zelenskyy ha avvertito di mesi difficili davanti all'Ucraina, con l'intensificarsi della pressione sul campo di battaglia. Tuttavia, ha sottolineato il continuo supporto dei partner, con l'arrivo di nuovi sistemi di difesa aerea Patriot negli ultimi giorni per rafforzare le difese ucraine contro gli attacchi russi in corso.
Al Jazeera inquadra la notizia come un successo strategico di cooperazione militare, sottolineando le capacità tecnologiche dell'Ucraina e i benefici reciproci degli accordi. Il media evidenzia le implicazioni per i sistemi di difesa aerea regionali senza schierarsi nei conflitti sottostanti.
The Times of Israel probabilmente presenterà la notizia come una validazione della tecnologia di difesa ucraina e uno sviluppo positivo per la cooperazione regionale in materia di sicurezza. Data l'esperienza di Israele con le minacce dei droni iraniani, il media sottolineerebbe il valore strategico dei sistemi intercettori testati sul campo.
The Hindu affronta la notizia attraverso la lente non allineata dell'India, concentrandosi sugli aspetti tecnici e diplomatici piuttosto che schierarsi nei conflitti regionali. Il media sottolinea il precedente della condivisione di tecnologia militare e le sue implicazioni per la cooperazione globale in materia di sicurezza.