L'Iran ha respinto la scadenza fissata martedì dal presidente Trump per la riapertura dello Stretto di Hormuz, con funzionari che chiedono risarcimenti per i danni di guerra prima di consentire il passaggio delle navi attraverso il vitale corridoio energetico.

Trump ha emesso un ultimatum domenica, minacciando di colpire centrali elettriche e ponti iraniani se Teheran non avesse riaperto lo stretto entro martedì alle 20:00 ET. Il post sui social media, ricco di parolacce, avvertiva che l'Iran avrebbe vissuto "all'Inferno" se non avesse ceduto.

Lo Stretto di Hormuz verrà riaperto quando tutti i danni causati dalla guerra imposta saranno risarciti attraverso un nuovo regime legale, utilizzando una parte dei ricavi delle tariffe di transito

Seyyed Mehdi Tabatabai, portavoce presidenziale iraniano — NPR

Il portavoce del ministero degli Esteri iraniano, Esmail Baghaei, ha respinto l'ultimatum, affermando che le trattative erano "incompatibili con ultimatum e minacce di commettere crimini di guerra". La missione iraniana presso l'ONU ha accusato Trump di "incitamento diretto e pubblico al terrorismo contro i civili".

Dietro la pubblica sfida, i canali diplomatici rimanevano attivi. Il capo di stato maggiore dell'esercito pakistano, il feldmaresciallo Asim Munir, ha condotto trattative notturne con il vicepresidente statunitense JD Vance, l'inviato speciale Steve Witkoff e il ministro degli Esteri iraniano Abbas Araghchi.

◈ Come il mondo vede questa notizia6 prospettive
Visioni divergenti3 Critico2 Analitico1 Favorevole
🇩🇪Germany
Handelsblatt Global
Critico

Handelsblatt inquadra Trump come un leader instabile, oscillante tra escalation e ricerca di una via d'uscita, sottolineando le ripercussioni economiche sulle forniture energetiche europee. La prospettiva tedesca evidenzia la vulnerabilità dell'Europa agli shock energetici del Medio Oriente e ritrae il conflitto come guidato dall'aggressività americana piuttosto che dalla provocazione iraniana.

🇦🇺Australia
Multiple regional outlets
Analitico

I media australiani offrono una copertura equilibrata, concentrandosi sui meccanismi diplomatici e sulle pressioni temporali, trattando le posizioni di entrambe le parti come legittime posizioni negoziali. La prospettiva australiana sottolinea le implicazioni economiche globali, mantenendo una distanza dalla rivalità geopolitica tra Stati Uniti e Iran.

🇺🇦Ukraine
Multiple Ukrainian outlets
Critico

I media ucraini sottolineano le critiche interne statunitensi allo stato mentale di Trump e al suo modo di condurre la guerra, inquadrando il conflitto attraverso la lente della disfunzione politica americana. La prospettiva ucraina si concentra sul linguaggio controverso di Trump e sulla crescente opposizione dei legislatori statunitensi, piuttosto che sui meriti strategici della campagna militare.

🇮🇳India
indiatoday.in
Analitico

I media indiani inquadrano la situazione come un complesso rompicapo diplomatico che richiede una mediazione regionale, sottolineando il ruolo del Pakistan nella formulazione delle proposte di cessate il fuoco e presentando la crisi come una sfida multilaterale piuttosto che uno scontro bilaterale tra Stati Uniti e Iran. Questa prospettiva riflette la necessità strategica dell'India di mantenere relazioni sia con Washington che con Teheran, proteggendo al contempo i propri interessi di sicurezza energetica attraverso lo Stretto di Hormuz.

🇸🇦Saudi Arabia
cnn.com
Favorevole

Le testate saudite sottolineano la scadenza aggressiva e il linguaggio ultimatistico di Trump, inquadrando la crisi attraverso la lente della determinazione americana contro la sfida iraniana. Questa narrazione si allinea alla strategia regionale di Riyadh di sostenere la pressione statunitense sull'Iran, evidenziando al contempo le conseguenze economiche della chiusura di Hormuz per le esportazioni energetiche del Golfo.

🇹🇷Turkey
aljazeera.com
Critico

Al Jazeera, accessibile dalla Turchia, inquadra il conflitto come parte di una più ampia "guerra statunitense-israeliana contro l'Iran", sottolineando la natura coordinata della pressione occidentale e mettendo in risalto il rifiuto iraniano di intraprendere negoziati diretti. Questa prospettiva riflette la posizione complessa della Turchia, alleata della NATO ma con politiche regionali indipendenti, che spesso critica le azioni israeliane.

Le prospettive sono tratte da titoli reali indicizzati da GDELT, un database globale che monitora le notizie da oltre 100 paesi in tempo reale.

La proposta mediata dal Pakistan prevede un quadro in due fasi: un immediato cessate il fuoco di 45 giorni con la contemporanea riapertura dello stretto, seguito da negoziati di pace esaustivi entro 15-20 giorni. Tuttavia, i funzionari iraniani hanno respinto qualsiasi accordo temporaneo che permettesse agli avversari di riorganizzare le forze.

Il conflitto è entrato nella sua quinta settimana dall'inizio dei raid statunitensi-israeliani del 28 febbraio. I mercati petroliferi hanno risposto alle tensioni crescenti, con il Brent che ha superato i 112 dollari al barile e i prezzi della benzina negli Stati Uniti che hanno raggiunto i 4,50 dollari al gallone.

Nuovi attacchi sono continuati lunedì in tutta la regione. Le forze israeliane hanno rivendicato la responsabilità dell'uccisione del capo dell'intelligence dei Guardiani della Rivoluzione, Majid Khademi, mentre i missili iraniani hanno preso di mira città israeliane e raffinerie di petrolio del Golfo.

Il blocco dello Stretto di Hormuz ha interrotto circa il 21% dei flussi globali di petrolio, creando quello che il FMI definisce un potenziale "shock asimmetrico globale". I paesi europei sono particolarmente vulnerabili, con la premier italiana Giorgia Meloni che ha effettuato visite di emergenza negli stati del Golfo per assicurarsi forniture energetiche alternative.

Le minacce di Trump di bombardare infrastrutture civili hanno attirato forti critiche da parte dei legislatori statunitensi. Il leader della minoranza al Senato, Chuck Schumer, ha definito le dichiarazioni del presidente come quelle di un "pazzo fuori di testa", mentre l'ex alleata di Trump, Marjorie Taylor Greene, ha esortato i funzionari dell'amministrazione a intervenire su quello che ha definito il "delirio" del presidente.

Con l'avvicinarsi della scadenza di martedì, entrambe le parti sembrano bloccate in posizioni incompatibili. L'Iran chiede garanzie di sicurezza permanenti e riparazioni di guerra, mentre gli Stati Uniti insistono sulla riapertura immediata dello stretto senza precondizioni.

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