Il presidente Donald Trump ha intensificato le minacce contro l'Iran lunedì, avvertendo che il paese potrebbe affrontare la distruzione totale nel giro di poche ore se non rispetterà la scadenza di martedì sera per riaprire lo Stretto di Hormuz.
L'intero paese potrebbe essere spazzato via in una notte, e quella notte potrebbe essere proprio quella di domani
Donald Trump, Presidente degli Stati Uniti — Radio Free Europe
L'ultimatum scade alle 20:00 ora orientale di martedì, con Trump che minaccia di colpire centrali elettriche e ponti iraniani se non si raggiungerà un accordo. Il segretario alla Difesa Pete Hegseth ha segnalato la più grande escalation militare dall'inizio del conflitto, affermando ai giornalisti che martedì si registreranno volumi di attacchi senza precedenti.
L'Iran ha respinto la proposta di cessate il fuoco in 15 punti degli Stati Uniti come eccessiva e irragionevole. Al contrario, Teheran ha presentato una controproposta in 10 punti tramite intermediari pakistani, chiedendo garanzie permanenti di fine della guerra piuttosto che tregue temporanee.
Accettiamo solo una fine della guerra con garanzie che non saremo attaccati di nuovo
Mojtaba Ferdousi Pour, capo della missione diplomatica iraniana — Euronews
La situazione di stallo ha provocato gravi disagi economici. I prezzi del petrolio sono schizzati sopra i 110 dollari al barile mentre i Guardiani della Rivuzione iraniani mantengono il blocco dello strategico passaggio marittimo, attraverso il quale normalmente transita il 20% del petrolio mondiale via mare.
La conferenza stampa di Trump ha evidenziato un'operazione di salvataggio drammatica che ha tratto in salvo due militari statunitensi il cui caccia F-15 si era schiantato in territorio iraniano. La missione ha coinvolto 155 velivoli, tra cui bombardieri, caccia e aerei cisterna, sotto un intenso fuoco nemico.
Un pilota è sopravvissuto 48 ore dietro le linee nemiche, scalando dirupi mentre perdeva molto sangue ed eludendo le forze dei Guardiani della Rivoluzione prima dell'estrazione. Trump ha definito l'operazione storica ma ha ammesso che avrebbe potuto causare numerose vittime.
Il presidente ha minacciato azioni legali contro i media che diffondono dettagli operativi, avvertendo che i giornalisti potrebbero rischiare il carcere per aver pubblicato informazioni classificate sulla missione di salvataggio.
Il comando militare iraniano ha liquidato le minacce di Trump come retorica arrogante, mentre gli scontri con Israele si sono intensificati durante la notte. Il conflitto è entrato nel suo 38° giorno senza una soluzione chiara in vista.
Trump ha affermato che le trattative proseguono tramite intermediari, con il suo inviato Steve Witkoff e il vicepresidente JD Vance coinvolti negli sforzi diplomatici. Tuttavia, i funzionari iraniani hanno espresso profonda diffidenza dopo i precedenti attacchi statunitensi durante fasi precedenti delle negoziazioni.
La crisi ha scatenato un'emergenza energetica globale, con oltre 150 petroliere bloccate fuori dallo Stretto e le compagnie di assicurazione marittime che annullano le coperture per rischio guerra. Il blocco rappresenta la più grave interruzione della logistica energetica dai tempi delle crisi petrolifere degli anni '70.
Inquadra le minacce di Trump come una leadership decisa in un momento critico, sottolineando l'operazione di salvataggio come prova della capacità militare statunitense. Dipinge l'Iran come l'aggressore che rifiuta negoziati ragionevoli, evidenziando la forza e la determinazione degli Stati Uniti.
Adotta un approccio misurato concentrandosi sull'escalation delle tensioni e sul blocco diplomatico, presentando le posizioni di entrambe le parti senza giudizi editoriali. Sottolinea le conseguenze umanitarie ed economiche mantenendo una distanza giornalistica dal linguaggio militare.
Mette in discussione la credibilità di Trump notando la sua storia di cambiamento delle scadenze e sottolinea lo scetticismo degli esperti sui progressi della guerra statunitense. Inquadra le minacce americane come potenziali crimini di guerra, evidenziando al contempo la disruption economica globale causata dalle azioni statunitensi.