Quattro astronauti a bordo della missione Artemis II della NASA hanno infranto lunedì il record per il viaggio umano più lontano dalla Terra, superando un primato che resisteva da 56 anni. L’equipaggio ha raggiunto i 406.771 chilometri dal nostro pianeta alle 19:57 ora italiana, superando il precedente record di Apollo 13, che era di 400.171 chilometri stabilito nell’aprile del 1970.

Il comandante Reid Wiseman, il pilota Victor Glover, la specialista di missione Christina Koch e l’astronauta canadese Jeremy Hansen stanno conducendo il primo sorvolo lunare con equipaggio dopo Apollo 17 del 1972. La loro navicella Orion, ribattezzata "Integrity" dall’equipaggio, è passata a 6.545 chilometri dalla superficie lunare durante una fase critica che ha incluso un blackout delle comunicazioni di 40 minuti.

Mentre superiamo la distanza massima mai raggiunta dagli esseri umani dal pianeta Terra, lo facciamo onorando gli straordinari sforzi dei nostri predecessori nell’esplorazione spaziale umana. Continueremo il nostro viaggio spingendoci ancora più lontano nello spazio prima che la Madre Terra riesca a riportarci indietro verso tutto ciò che ci è caro. Ma soprattutto, scegliamo questo momento per sfidare questa generazione e la prossima a fare in modo che questo record non duri a lungo.

Jeremy Hansen, Specialista di Missione — NASA

La missione ha iniziato la sua giornata storica con un messaggio registrato dell’astronauta dell’Apollo Jim Lovell, scomparso nell’agosto del 2025. Lovell, che comandò sia Apollo 8 che la missione Apollo 13 che stabilì il precedente record, ha dato il benvenuto all’equipaggio nel suo "vecchio quartiere" e li ha esortati a non dimenticare di godersi la vista.

Durante la loro finestra di osservazione di sette ore, gli astronauti hanno documentato circa 30 obiettivi scientifici sulla superficie lunare, tra cui il bacino Orientale e il misterioso cratere Hertzsprung. Koch è diventata la prima donna a osservare a occhio nudo il lato nascosto della Luna, descrivendo caratteristiche invisibili dalla Terra.

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🇫🇷France
France 24
Analitico

La stampa francese sottolinea l’aspetto della collaborazione internazionale, evidenziando il ruolo dell’astronauta canadese Jeremy Hansen e presentando questo traguardo come un risultato multilaterale nell’esplorazione spaziale. La narrazione si concentra sul progresso scientifico e tecnologico piuttosto che sulla supremazia spaziale statunitense.

🇧🇷Brazil
G1 Globo
Favorevole

I media brasiliani inquadrano la missione come un traguardo umano ispiratore, enfatizzando gli aspetti emotivi e i messaggi dell’equipaggio alla Terra. La copertura mette in luce il significato della missione per tutta l’umanità, sottolineando anche il ruolo storico di Christina Koch come prima donna a osservare il lato nascosto della Luna.

🇳🇱Netherlands
NOS Nieuws
Analitico

La stampa olandese adotta un approccio misurato, concentrandosi sui risultati tecnici e interrogandosi se la missione produrrà davvero nuove scoperte scientifiche. La copertura bilancia la celebrazione del traguardo storico con lo scetticismo sul valore pratico delle osservazioni.

Le prospettive sono tratte da titoli reali indicizzati da GDELT, un database globale che monitora le notizie da oltre 100 paesi in tempo reale.

La Luna che stiamo vedendo non è la stessa che si vede dalla Terra. La Luna è davvero un corpo celeste con una sua funzione nell’Universo. Non è solo un poster nel cielo che passa inosservato.

Christina Koch, Specialista di Missione — NASA

L’equipaggio ha assistito a un’eclissi solare totale visibile solo dal loro punto di osservazione unico, ammirando la corona solare mentre la Luna passava tra loro e la nostra stella. Hanno anche osservato il fenomeno dell’"Earthrise", quando il nostro pianeta è emerso da dietro l’orizzonte lunare, riprendendo la famosa fotografia di Apollo 8 che cambiò la prospettiva dell’umanità sulla Terra.

Il presidente Donald Trump ha parlato con gli astronauti durante il loro viaggio di ritorno, congratulandosi per il traguardo raggiunto e promettendo un incontro alla Casa Bianca al loro rientro. L’equipaggio dovrebbe ammarare nell’Oceano Pacifico venerdì, concludendo il volo di prova di 10 giorni che apre la strada a futuri allunaggi.

La missione rappresenta un passo cruciale verso l’obiettivo della NASA di riportare gli esseri umani sulla superficie lunare entro il 2028, con piani per stabilire una presenza lunare permanente e, in futuro, intraprendere viaggi verso Marte. A differenza del record di Apollo 13, ottenuto in seguito a un’emergenza che minacciava la vita, il successo di Artemis II è avvenuto durante una missione scientifica attentamente pianificata, pensata per testare i sistemi per future esplorazioni dello spazio profondo.

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