Quattro astronauti a bordo della navicella Orion hanno fatto rientro verso la Terra venerdì, preparandosi per un ammaraggio nell'Oceano Pacifico che concluderà la prima missione lunare con equipaggio dell'umanità in oltre mezzo secolo. L'equipaggio di Artemis II — gli statunitensi Reid Wiseman, Victor Glover, Christina Koch e il canadese Jeremy Hansen — ha affrontato la fase più pericolosa della missione mentre la loro capsula a forma di goccia di liquido si avvicinava all'atmosfera terrestre a 40.000 chilometri orari.
Lo scudo termico della navicella dovrà superare la sua prova più critica durante il rientro, un componente che aveva subito danni imprevisti durante la missione senza equipaggio Artemis I nel 2022. Gli ingegneri della NASA hanno modificato la traiettoria di discesa per Artemis II per ridurre l'accumulo di calore e minimizzare il rischio di cedimento della capsula durante il passaggio attraverso l'atmosfera infuocata.
L'equipaggio è partito da Cape Canaveral il 1° aprile a bordo del razzo Space Launch System della NASA, completando un viaggio di 10 giorni che li ha portati intorno al lato nascosto della Luna — più lontano nello spazio di quanto fossero mai arrivati degli esseri umani prima di loro. La loro missione ha segnato diversi primati storici: Glover è diventato il primo astronauta nero su una missione lunare, Koch la prima donna e Hansen il primo cittadino non statunitense a partecipare all'esplorazione della Luna.
La sequenza di ritorno inizia con la separazione della capsula dell'equipaggio di Orion dal suo modulo di servizio, seguita dal rientro atmosferico che crea un blackout radio di sei minuti mentre il plasma surriscaldato avvolge la navicella. Durante questa fase, la compressione violenta dell'aria — e non l'attrito — genera temperature superiori ai 2.700 gradi Celsius intorno all'esterno della capsula.
Per gli astronauti all'interno, il rientro comporta intense vibrazioni, livelli crescenti di rumore e forze gravitazionali che moltiplicano più volte il loro peso corporeo. Il modulo di servizio costruito in Europa si disintegrerà completamente durante l'ingresso nell'atmosfera, lasciando solo la capsula dell'equipaggio a proseguire verso la zona di ammaraggio nel Pacifico, al largo di San Diego.
France 24 inquadra la missione come un traguardo celebrato dalla NASA, mantenendo al contempo una distanza giornalistica. L'emittente sottolinea gli aspetti tecnici e la portata storica senza commenti editoriali, riflettendo la posizione francese di sostegno ma indipendente sulla cooperazione spaziale internazionale, nonostante la Francia non sia direttamente coinvolta in Artemis.
Dawn presenta la missione come un trionfo della scienza e della tecnologia in tempi turbolenti, notando esplicitamente come contrasti la diffidenza verso le grandi aziende tecnologiche. L'emittente sottolinea il ruolo della missione nel ribadire il valore dell'innovazione tecnologica, riflettendo la visione generalmente positiva del Pakistan sulla cooperazione scientifica internazionale e l'esplorazione spaziale come simboli di progresso umano.
La missione funge da prova generale per Artemis III, prevista per la fine di questo decennio, che mira a far atterrare gli astronauti sulla superficie lunare per la prima volta dal 1972, con Apollo 17. Il programma Artemis nel suo complesso punta a stabilire una presenza umana permanente sulla Luna come preparazione per l'esplorazione futura di Marte.
Il sostegno pubblico alla missione è rimasto forte nonostante si svolga in un contesto di conflitti militari e sconvolgimenti sociali. Il viaggio lunare ha rappresentato un contrasto rispetto allo scetticismo diffuso nei confronti delle grandi aziende tecnologiche, ribadendo i traguardi raggiunti nell'esplorazione spaziale in un momento in cui il settore tecnologico affronta una crescente diffidenza.
L'ammaraggio era previsto per poco dopo le 20:00 ora orientale, con navi di recupero posizionate nel Pacifico per recuperare la capsula dell'equipaggio. Il successo dipende interamente dalle prestazioni dello scudo termico e dalla precisione dei calcoli di rientro atmosferico della NASA — fattori che determineranno se questa missione storica si concluderà con un trionfo o una tragedia.