Migliaia di civili libanesi sfollati hanno iniziato a tornare nelle proprie case nel sud del Libano venerdì, mentre una fragile tregua di 10 giorni con Israele è entrata in vigore a mezzanotte, nonostante gli avvertimenti delle autorità e i primi episodi di violazione segnalati.

Lunghi convogli di famiglie hanno attraversato il ponte di Qasmiyeh, danneggiato dai bombardamenti vicino a Tiro, dopo che i bulldozer hanno ripristinato il passaggio, consentendo l’accesso ad aree devastate da oltre un mese di bombardamenti israeliani. L’esercito libanese aveva riaperto il ponte per facilitare gli spostamenti, mentre posizionava le truppe nel sud per accompagnare i residenti di ritorno.

La tregua, negoziata sotto la pressione del presidente statunitense Donald Trump, rappresenta una potenziale svolta negli sforzi più ampi di Washington per raggiungere un accordo che ponga fine alla guerra con l’Iran. Teheran aveva insistito affinché la sospensione dei combattimenti in Libano fosse parte integrante di qualsiasi accordo.

"I combattenti terranno il dito sul grilletto perché diffidano del tradimento del nemico"

La gente non poteva più aspettare. Anche se sono solo 10 giorni, vogliono tornare a casa. Alcuni vengono solo per vedere cosa rimane delle loro abitazioni, cosa rimane delle loro vite.

Zeina Khodr, corrispondente di Al Jazeera — Al Jazeera

Tuttavia, la tregua ha subito sfide immediate. L’esercito libanese ha accusato Israele di diverse violazioni venerdì, tra cui bombardamenti intermittenti su villaggi meridionali. A Majdal Selm, ordigni inesplosi lasciati dalle forze israeliane hanno ucciso un ragazzo, mentre i soccorritori hanno recuperato i corpi di almeno una dozzina di persone uccise in attacchi precedenti a Tiro.

◈ Come il mondo vede questa notizia7 prospettive
Prevalentemente Analitico5 Analitico2 Critico
🇫🇷France
France 24
Analitico

France 24 sottolinea l’aspetto umanitario dei civili sfollati che tornano a casa, evidenziando al contempo le preoccupazioni diplomatiche francesi per le violazioni della tregua. L’emittente inquadra la situazione come parte degli sforzi per la stabilità regionale in cui la Francia svolge un ruolo di mediazione, anche alla luce degli avvertimenti pubblici di Macron sulle operazioni militari in corso che minacciano la tregua.

🇶🇦Qatar
Al Jazeera
Critico

Al Jazeera si concentra pesantemente sulle violazioni israeliane e sulla fragilità della tregua, sottolineando la sofferenza dei civili palestinesi e libanesi e dando ampio spazio agli avvertimenti di Hezbollah. L’emittente dipinge Israele come la principale minaccia alla pace, in linea con la posizione regionale del Qatar come mediatore critico delle azioni militari israeliane.

🇵🇹Portugal
RTP
Analitico

RTP presenta una visione equilibrata che sottolinea le reazioni diplomatiche internazionali, in particolare evidenziando il sostegno russo alla tregua negoziata dagli USA e le preoccupazioni dell’UE per la sicurezza energetica. L’emittente inquadra la situazione come parte di un riassetto geopolitico più ampio, riflettendo la posizione del Portogallo come membro della NATO che cerca stabilità regionale.

🇳🇱Netherlands
NOS
Analitico

NOS sottolinea l’opposizione interna israeliana alla tregua e le preoccupazioni per la sicurezza nel nord di Israele, coprendo anche il ritorno dei civili libanesi. L’emittente inquadra la vicenda attraverso una lente europea di preoccupazione per la stabilità regionale, riflettendo gli interessi olandesi in Medio Oriente come Stato membro dell’UE.

🇮🇳India
hindustantimes.com
Analitico

I media indiani inquadrano la tregua attraverso la lente delle dinamiche di potere regionale, sottolineando l’obiettivo dichiarato di Israele di disarmare Hezbollah nel sud del Libano come risultato geopolitico chiave, piuttosto che solo come sollievo umanitario. Questa prospettiva riflette l’approccio bilanciato dell’India nei conflitti mediorientali, in cui mantiene relazioni strategiche sia con Israele che con l’Iran, concentrandosi su meccanismi di stabilità che potrebbero servire da modello per altre dispute regionali.

🇸🇦Saudi Arabia
cbc.ca
Analitico

La copertura accessibile in Arabia Saudita sottolinea il costo umanitario e la crisi degli sfollati, contestualizzando il conflitto all’interno della più ampia rete di proxy sostenuta dall’Iran che minaccia la stabilità regionale. L’inquadramento evidenzia la sofferenza dei civili e la fragilità dell’accordo, riflettendo l’interesse saudita nel contenere l’influenza iraniana evitando scontri diretti che potrebbero destabilizzare gli stessi assetti di sicurezza del regno.

🇹🇷Turkey
theguardian.com
Critico

Il consumo di media turchi si concentra sul quadro più ampio della 'guerra USA-Israele all’Iran', posizionando la tregua in Libano come un componente di una più ampia contrapposizione regionale che coinvolge più tregue e scadenze. Questa narrazione sottolinea la visione della Turchia del conflitto come parte di una lotta multi-frontale complessa in cui le azioni occidentale-israeliane contro i proxy iraniani creano instabilità a cascata che influisce sulle ambizioni e sulle preoccupazioni di sicurezza regionali della Turchia.

Le prospettive sono tratte da titoli reali indicizzati da GDELT, un database globale che monitora le notizie da oltre 100 paesi in tempo reale.

Secondo i termini della tregua, Israele si riserva il diritto di continuare a prendere di mira Hezbollah per prevenire quelli che considera attacchi imminenti, mantenendo al contempo una zona di sicurezza di 10 chilometri lungo il confine. Le forze israeliane rimangono in alcune parti del sud del Libano, complicando gli sforzi per il pieno ritorno dei civili.

I combattenti terranno il dito sul grilletto perché diffidano del tradimento del nemico

Dichiarazione di Hezbollah — Al Jazeera

Il presidente francese Emmanuel Macron ha espresso preoccupazione che la tregua possa già essere minata da operazioni militari in corso, chiedendo la sicurezza dei civili su entrambi i fronti. L’esercito libanese ha esortato i residenti a ritardare il ritorno nelle aree meridionali, in particolare di notte e vicino a zone pericolose.

Il conflitto ha inflitto un costo devastante. Secondo le autorità libanesi, i raid e l’invasione di terra israeliani hanno ucciso oltre 2.100 persone e sfollato 1,2 milioni di libanesi. Gli attacchi di Hezbollah hanno ucciso due civili israeliani, mentre 13 soldati israeliani sono morti in Libano.

Alcuni dei rimpatriati hanno trovato solo distruzione ad attenderli. A Nabatieh, una delle aree più colpite, i residenti hanno riscontrato condizioni invivibili, costringendoli a lasciare nuovamente la zona.

C’è distruzione e non è più vivibile. Non è più vivibile. Stiamo prendendo le nostre cose e ce ne andiamo di nuovo

Fadel Badreddine, residente di Nabatieh — Al Jazeera

La durata della tregua rimane incerta, poiché entrambe le parti mantengono posture difensive e testano i limiti dell’accordo.

Loading map…