Un tribunale di Sydney ha concesso la libertà su cauzione venerdì a Ben Roberts-Smith, il soldato più decorato ancora in vita dell'Australia, che deve affrontare cinque accuse di aver ucciso prigionieri afgani disarmati durante il suo dispiegamento tra il 2009 e il 2012.
Il giudice Greg Grogin ha approvato la richiesta di cauzione dopo che Roberts-Smith ha trascorso dieci giorni in custodia a seguito del suo arresto del 7 aprile all'aeroporto di Sydney. Il 47enne, decorato con la Victoria Cross, è apparso tramite collegamento video indossando una tuta carceraria verde mentre il suo team legale sosteneva che il caso avrebbe potuto richiedere anni per arrivare a processo.
Ci vorranno molti, molti anni e ci saranno molti alti e bassi
Slade Howell, avvocato della difesa — Dawn
L'arresto di Roberts-Smith rappresenta il culmine di una drammatica caduta da eroe nazionale a imputato. Nel 2011 aveva ricevuto la più alta onorificenza militare australiana, incontrato la regina Elisabetta II e persino nominato "padre dell'anno" prima che emergessero accuse di crimini di guerra nella provincia afgana di Uruzgan.
Le accuse derivano da un'indagine militare storica del 2020 che ha svelato gravi condotte scorrette da parte delle forze speciali australiane, tra cui torture, esecuzioni sommarie e uccisioni competitive di civili. L'inchiesta ha rivelato una cultura di impunità tra le unità d'élite impegnate a combattere i talebani durante i due decenni di presenza australiana in Afghanistan.
Inquadra la vicenda come un procedimento legale lineare, sottolineando la natura senza precedenti del caso e la sua complessità. Fornisce contesto sulle indagini militari australiane più ampie senza commenti editoriali, riflettendo la posizione non allineata della Turchia sulle questioni di responsabilità militare occidentale.