La Grecia vieta l’accesso ai social media ai minori di 15 anni a partire dal 1° gennaio 2027, come annunciato dal primo ministro Kyriakos Mitsotakis in un video su TikTok. La misura colpisce ciò che le autorità definiscono come il design addictivo delle piattaforme digitali, responsabile dell’aumento di ansia e disturbi del sonno tra i giovani.
Questa restrizione inserisce la Grecia tra i Paesi che stanno implementando controlli basati sull’età per l’uso dei social media. L’Australia è stato il primo Paese a imporre alle piattaforme come TikTok, YouTube e Snapchat di rimuovere gli account degli under-16 o affrontare pesanti multe. Francia, Austria e Spagna stanno perseguendo misure simili.
Molti giovani mi dicono di sentirsi esausti per i confronti, per i commenti, per la pressione di essere sempre online.
Kyriakos Mitsotakis, Primo ministro della Grecia — BBC
Mitsotakis ha sottolineato che l’obiettivo non è allontanare i giovani dalla tecnologia, ma limitare l’esposizione a piattaforme progettate per massimizzare il tempo trascorso davanti allo schermo e l’engagement degli utenti. Il governo presenterà la legislazione al parlamento quest’estate, accompagnata da meccanismi di applicazione come l’applicazione KidsWallet per il controllo parentale e la verifica dell’età.
L’iniziativa greca va oltre i confini nazionali. Mitsotakis ha scritto alla presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen proponendo un quadro normativo unificato a livello UE con verifica obbligatoria dell’età su tutte le piattaforme e controlli periodici ogni sei mesi.
La BBC inquadra questa misura come parte di una tendenza europea più ampia verso la regolamentazione digitale, sottolineando le giustificazioni in termini di salute mentale e notando l’opposizione del settore. La copertura posiziona il Regno Unito come attivamente interessato a misure simili, riflettendo l’allineamento britannico con le politiche digitali europee nonostante la Brexit.
Infobae sottolinea gli aspetti tecnici dell’applicazione e la spinta verso l’armonizzazione UE, presentando questa come una risposta regolatoria misurata alla dipendenza digitale. Il framing riflette l’interesse dell’America Latina per i modelli di governance digitale europea come possibili esempi per le politiche regionali.
Heise Online si concentra sull’implementazione tecnica e sulle sfide di applicazione, riflettendo le preoccupazioni tedesche sulla sovranità digitale e sull’efficacia dei sistemi di verifica dell’età. La copertura sottolinea l’ironia di annunciare il divieto tramite TikTok, mettendo in discussione i meccanismi pratici di applicazione.
I media indiani inquadrano il divieto dei social media della Grecia come parte di un movimento regolatorio globale, posizionandolo accanto a misure simili dell’Australia per suggerire un consenso internazionale emergente sulla governance digitale. Questo framing riflette la complessa relazione dell’India con la regolamentazione dei social media e il suo interesse a osservare come le democrazie bilancino la protezione dei minori con i diritti digitali.
I media del Medio Oriente presentano il divieto della Grecia attraverso una lente di autorità statale sui spazi digitali, sottolineando l’azione decisa del governo nel proteggere i giovani da influenze online dannose. Questo framing risuona con le prospettive regionali che vedono un forte controllo governativo sulle piattaforme digitali come legittimo e necessario per la stabilità sociale.
La copertura dei media turchi sottolinea la natura globale dell’approccio regolatorio della Grecia, inquadrandolo come un 'divieto radicale' che dimostra la volontà europea di sfidare l’influenza delle Big Tech sui bambini. Questa prospettiva riflette le tensioni della Turchia con i social media e il suo interesse a vedere i vicini europei assumere posizioni assertive contro le società tecnologiche occidentali.
Ma il design addictivo di certe applicazioni e un modello di business basato sulla cattura della tua attenzione — su quanto tempo rimani davanti a uno schermo — ti ruba l’innocenza e la libertà. Questo deve finire da qualche parte.
Kyriakos Mitsotakis, Primo ministro della Grecia — BBC
La proposta prevede di stabilire a 15 anni l’età digitale della maggiore età in tutti i 27 Stati membri dell’Unione europea. I funzionari greci sostengono che le misure nazionali da sole non siano sufficienti per affrontare quella che definiscono una sfida globale, che richiede una risposta coordinata.
Le società di social media hanno costantemente opposto restrizioni generali basate sull’età, sostenendo che sono difficili da applicare e potrebbero isolare adolescenti vulnerabili che si affidano alle comunità online per supporto. Reddit sta attualmente sfidando in tribunale una legge simile in Australia, riflettendo una resistenza più ampia del settore alle restrizioni basate sull’età.
I tempi della decisione riflettono prove crescenti che collegano l’uso dei social media a problemi di salute mentale tra gli adolescenti. Un processo storico negli Stati Uniti a marzo ha ritenuto Meta e YouTube responsabili della dipendenza da social media di una donna durante l’infanzia, con i giurati che hanno concluso che le società hanno costruito intenzionalmente piattaforme addictive che causano danni.
L’approccio della Grecia include sia misure restrittive che strumenti di empowerment per i genitori. Il sistema KidsWallet si integrerà con i quadri digitali europei esistenti, permettendo ai genitori di impostare limiti d’uso e consentendo alle autorità di verificare la conformità su tutte le piattaforme.
Il governo del Regno Unito ha avviato consultazioni per implementare restrizioni simili per gli under-16, mentre Irlanda e Danimarca stanno valutando misure analoghe. Questa convergenza suggerisce un cambiamento più ampio nella politica digitale europea verso la protezione dei minori dai modelli commerciali delle piattaforme.