Il comando militare iraniano ha ripreso il controllo dello Stretto di Hormuz sabato mattina, revocando la decisione di riaprire la rotta critica al traffico commerciale meno di 24 ore dopo averla dichiarata accessibile. Il Corpo delle Guardie della Rivoluzione Islamica ha giustificato la chiusura improvvisa con il perdurante blocco navale statunitense ai porti iraniani.
La revoca è avvenuta mentre diverse navi tentavano di attraversare lo stretto durante la breve finestra di apertura. I dati di tracciamento marittimo hanno mostrato che almeno otto petroliere e navi per il trasporto di gas hanno attraversato con successo lo stretto all'inizio di sabato, mentre altre hanno invertito la rotta vicino al posto di controllo dell'isola di Larak, in Iran, a causa dell'incertezza sulla situazione in rapida evoluzione.
Due navi hanno segnalato di essere state prese di mira da colpi di arma da fuoco da parte delle forze iraniane durante i tentativi di transito. Il Centro operativo per il commercio marittimo del Regno Unito ha confermato che motovedette della Guardia Rivoluzionaria hanno sparato contro una petroliera a nord-est dell'Oman, anche se la nave e l'equipaggio sono rimasti illesi. Una nave portacontainer separata sarebbe stata colpita da un proiettile non identificato, causando danni ai container ma senza innescare incendi.
Il controllo dello Stretto di Hormuz è tornato allo status precedente ed è sottoposto a una gestione e controllo rigorosi da parte delle forze armate
Comando centrale militare iraniano — televisione di stato iraniana
Lo stretto trasporta normalmente circa un quinto del petrolio e del gas naturale liquefatto mondiale, rendendolo un punto di strozzatura cruciale per le forniture energetiche globali. Il conflitto in corso tra Iran e la coalizione USA-Israele, giunto all'ottava settimana, ha gravemente interrotto il traffico attraverso la rotta sin dal 28 febbraio.