Il presidente Donald Trump ha lanciato un ultimatum di 48 ore all'Iran sabato, chiedendo al paese di negoziare un accordo o riaprire lo Stretto di Hormuz prima di affrontare gravi conseguenze militari. La minaccia è arrivata mentre la guerra in Iran entrava nel suo 36° giorno, con perdite crescenti di aerei statunitensi e il continuo blocco iraniano di questa fondamentale rotta commerciale marittima.
FAI UN ACCORDO O APRI LO STRETTO DI HORMUZ
Donald Trump — Truth Social
L'ultimatum segue una serie di sconfitte militari per le forze statunitensi. I soldati americani stanno ancora cercando un membro dell'equipaggio disperso dopo l'abbattimento di un caccia F-15E, mentre due elicotteri di soccorso coinvolti nelle operazioni di ricerca sono stati colpiti dal fuoco iraniano. Un secondo velivolo statunitense, un aereo d'attacco A-10, è andato perso venerdì, anche se un pilota è stato tratto in salvo dopo essersi eiettato in territorio kuwaitiano.
La leadership militare iraniana ha respinto categoricamente l'ultima minaccia di Trump. Il generale Ali Abdollahi, capo del comando delle forze armate iraniane, ha definito l'ultimatum come il prodotto di un'amministrazione instabile che subisce sconfitte consecutive.
Il presidente nordamericano, aggressivo e bellicoso, dopo aver subito successive sconfitte, ha deciso, in modo indifeso, instabile, agitato e stupido, di minacciare le infrastrutture e le risorse dell'Iran
Generale Ali Abdollahi — televisione di stato iraniana
Diverse potenze regionali stanno cercando di mediare tra Washington e Teheran. Secondo funzionari regionali, Pakistan, Egitto e Turchia guidano gli sforzi diplomatici per negoziare un cessate il fuoco e riaprire lo Stretto di Hormuz. Il quadro proposto prevedrebbe una tregua temporanea e potenziali colloqui a Islamabad.
Il ministro degli Esteri iraniano Abbas Araghchi ha lasciato aperta la porta a negoziati, affermando che Teheran non ha mai rifiutato di partecipare a colloqui mediati dal Pakistan. Tuttavia, secondo quanto riferito, i funzionari iraniani hanno comunicato ai mediatori di non essere pronti a incontrare rappresentanti statunitensi nei prossimi giorni, definendo le richieste americane inaccettabili.
Il conflitto si è esteso oltre gli scontri militari diretti. Sabato, attacchi congiunti statunitensi-israeliani hanno colpito la zona petrolchimica di Mahshahr in Iran, prendendo di mira almeno tre aziende nell'hub industriale. Secondo l'Agenzia internazionale per l'energia atomica, sono state registrate ulteriori incursioni vicino alla centrale nucleare di Bushehr.
L'Iran ha risposto con attacchi missilistici e con droni su siti militari e industriali israeliani in diverse città, tra cui Tel Aviv e Be'er Sheva. L'escalation ha spinto le autorità di Abu Dhabi a sospendere le operazioni presso il più grande impianto di lavorazione del gas naturale degli Emirati Arabi Uniti dopo gli attacchi con droni iraniani di venerdì.
L'Organizzazione mondiale della sanità ha condannato gli attacchi alle infrastrutture sanitarie iraniane, segnalando oltre 20 attacchi verificati a strutture sanitarie dall'inizio di marzo. Gli attacchi hanno causato la morte di almeno nove persone, tra cui operatori sanitari, e hanno interrotto i servizi medici in tutto il paese.
Fonti statunitensi suggeriscono che la scadenza di Trump potrebbe essere prorogata per la terza volta se nei prossimi 48 ore dovessero emergere sviluppi positivi. Tuttavia, il presidente ha avvertito di attacchi strategici che riporterebbero l'Iran all'età della pietra in caso di fallimento degli sforzi diplomatici, con i settori energetico e petrolifero che diventerebbero obiettivi primari.
RTP inquadra la vicenda come una crisi diplomatica in escalation con dettagliati sviluppi militari, sottolineando la pressione temporale e gli sforzi di mediazione regionale. La copertura bilancia l'ultimatum di Trump con le risposte militari iraniane, riflettendo la prospettiva portoghese, come membro dell'UE, che cerca soluzioni diplomatiche ai conflitti in Medio Oriente.
The American Conservative sottolinea le perdite militari statunitensi e la natura prolungata del conflitto, mettendo in discussione l'efficacia della strategia di Trump. La narrazione evidenzia le vittime americane e la durata della guerra, riflettendo lo scetticismo conservatore verso gli impegni militari prolungati e la preferenza per soluzioni diplomatiche.
Okaz si concentra in modo approfondito sugli sforzi di mediazione regionale e sulle possibilità diplomatiche, sottolineando il ruolo dell'Arabia Saudita nella stabilità del Medio Oriente. La copertura evidenzia il potenziale di soluzioni negoziate, riconoscendo al contempo l'escalation militare, riflettendo l'interesse del Regno per la de-escalation regionale e la stabilità economica.