Domenica il presidente Donald Trump ha intensificato le minacce contro l'Iran, avvertendo di attacchi imminenti alle infrastrutture civili se Teheran non riaprirà lo Stretto di Hormuz entro la scadenza fissata per lunedì sera.
L'ultimatum giunge mentre il conflitto iniziato il 28 febbraio con i raid statunitensi e israeliani contro l'Iran ha di fatto bloccato uno dei corridoi energetici più critici al mondo. Il blocco dello stretto da parte dell'Iran ha interrotto i flussi globali di petrolio e gas, mentre il paese ha lanciato attacchi di rappresaglia in tutta la regione del Golfo.
Aprite il F****** stretto, pazzi di m*****, altrimenti vivrete all'Inferno – ASPETTATE E VEDRETE!
Donald Trump — Truth Social
Il post di Trump su Truth Social, che si concludeva con "Lode ad Allah", ha specificato martedì come giorno per attacchi coordinati contro centrali elettriche e ponti iraniani. Più tardi, domenica, il presidente ha dichiarato a Fox News di credere che ci fosse una "buona possibilità" che l'Iran accettasse un accordo prima della scadenza fissata per le 21:00 EDT di lunedì.
La missione iraniana presso le Nazioni Unite ha condannato le minacce come possibili crimini di guerra, invitando la comunità internazionale a impedire tali attacchi contro infrastrutture civili. I funzionari iraniani hanno liquidato l'ultimatum di Trump come retorica disperata, chiedendo al contempo riparazioni per i danni di guerra attraverso un nuovo sistema di pedaggi di transito per lo stretto.
Al Jazeera inquadra le minacce di Trump come escalation di crimini di guerra contro infrastrutture civili, sottolineando la posizione legale dell'Iran e gli obblighi internazionali di prevenire tali attacchi. L'emittente evidenzia il rifiuto iraniano delle minacce come retorica disperata, presentando al contempo le richieste di riparazioni dell'Iran come ragionevoli alla luce delle origini del conflitto.
The New Arab offre una copertura equilibrata che enfatizza il costo umano nella regione, in particolare mettendo in luce le celebrazioni pasquali interrotte delle minoranze cristiane e le vittime civili in Libano. L'emittente inquadra il conflitto come una catastrofe regionale che colpisce le persone comuni, notando al contempo gli sforzi diplomatici accanto all'escalation militare.
CNA si concentra sulle implicazioni economiche e strategiche del blocco di Hormuz per il commercio globale, presentando le posizioni di entrambe le parti in modo fattuale mentre sottolinea l'importanza dello stretto per i mercati energetici. La prospettiva dell'emittente riflette il ruolo di Singapore come hub marittimo chiave preoccupato per la disruption del commercio marittimo.
Ukrainska Pravda inquadra le minacce di Trump come risposte giustificate all'aggressione iraniana, concentrandosi sull'importanza strategica di mantenere aperte le rotte di navigazione. La prospettiva dell'emittente riflette l'allineamento dell'Ucraina con la politica estera statunitense e la comprensione delle infrastrutture come obiettivi militari legittimi durante la guerra.
The Hindustan Times inquadra la crisi attraverso il prisma della stabilità regionale, sottolineando la risposta defiante della leadership militare iraniana per caratterizzare le minacce di Trump come segni di disperazione americana piuttosto che di forza. Questa prospettiva riflette il delicato equilibrio dell'India tra il mantenimento di partnership strategiche sia con gli USA che con l'Iran, pur dando priorità alla sicurezza energetica e alla stabilità delle rotte commerciali regionali che incidono direttamente sugli interessi economici indiani.
Le testate saudite sottolineano la natura escalatoria della retorica di Trump, in particolare evidenziando le provocazioni religiose e le accuse di crimini di guerra per inquadrare il conflitto come potenzialmente destabilizzante per il Medio Oriente. Questo inquadramento riflette la posizione complessa dell'Arabia Saudita, allineata agli interessi di sicurezza statunitensi contro l'Iran ma preoccupata per un conflitto regionale che potrebbe minacciare le infrastrutture petrolifere e la stabilità economica del Golfo.
I media turchi si concentrano sulla natura incendiaria e potenzialmente illegale delle minacce di Trump, sottolineando le accuse di crimini di guerra e le provocazioni religiose per rappresentare la politica americana come avventata e destabilizzante. Questo inquadramento si allinea con la posizione della Turchia come membro della NATO che, tuttavia, persegue politiche regionali indipendenti e si propone come potenza mediatrice tra gli interessi occidentali e mediorientali.
L'escalation è coincisa con l'annuncio da parte di Trump di un'operazione "miracolosa" di salvataggio che ha estratto un aviatore statunitense ferito all'interno dell'Iran. Le forze iraniane hanno affermato di aver sventato la missione e pubblicato immagini di presunti velivoli americani distrutti, senza però negare che l'estrazione sia avvenuta.
Domenica infrastrutture critiche in tutto il Golfo sono state colpite da nuovi attacchi iraniani, con danni segnalati a strutture civili negli Emirati Arabi Uniti, Bahrein e Kuwait. Gruppi filo-iraniani hanno anche preso di mira siti diplomatici statunitensi in Iraq durante la notte, secondo l'ambasciata USA a Baghdad.
Il conflitto si è esteso oltre il Golfo Persico, con il Libano sempre più coinvolto negli scontri tra Israele e Hezbollah sostenuto dall'Iran. Secondo fonti della difesa civile libanese, domenica i raid israeliani nel sud del Libano hanno ucciso almeno dieci persone, tra cui una famiglia di sei membri in attesa di evacuazione.
Nonostante le minacce crescenti, i residenti a Teheran sembravano in gran parte indifferenti agli avvertimenti di Trump. Nei parchi della capitale iraniana, le persone continuavano le normali attività — picnic, lancio del frisbee e aquiloni — con la torre Milad come sfondo.
La situazione di stallo ha gettato incertezza sui mercati energetici globali e interrotto le celebrazioni della Pasqua per le minoranze cristiane della regione. Le autorità israeliane hanno limitato l'accesso al Santo Sepolcro di Gerusalemme come misura precauzionale, lasciando la solitamente affollata Città Vecchia stranamente silenziosa.
Secondo quanto riferito, domenica i vice ministri degli Esteri di Oman e Iran hanno tenuto colloqui per facilitare il passaggio attraverso lo stretto, suggerendo che i canali diplomatici rimangono attivi nonostante l'intensificarsi delle minacce militari. L'esito della scadenza di Trump determinerà probabilmente se il conflitto regionale si aggraverà ulteriormente o si muoverà verso una risoluzione negoziata.