Il presidente Donald Trump ha minacciato di licenziare il presidente della Federal Reserve Jerome Powell se questi dovesse rimanere in carica oltre la scadenza del suo mandato, prevista per il 15 maggio, intensificando una contrapposizione che ha paralizzato la transizione della leadership della banca centrale.

Allora dovrò licenziarlo

Donald Trump — Fox Business

La minaccia giunge mentre Powell ha deciso di restare temporaneamente fino alla conferma del suo successore designato, Kevin Warsh, da parte del Senato. La decisione di Powell di rimanere è legata a un'indagine in corso del Dipartimento di Giustizia sulle ristrutturazioni della sede della Federal Reserve, che ha complicato il processo di conferma.

"Ho trattenuto il desiderio di licenziarlo. Volevo farlo, ma odio essere controverso"

I pubblici ministeri federali hanno effettuato una visita a sorpresa martedì al cantiere della Fed, chiedendo l'accesso per ispezionare il progetto di ristrutturazione da 2,5 miliardi di dollari. Due pubblici ministeri e un investigatore dell'ufficio del procuratore degli Stati Uniti Jeanine Pirro sono stati respinti dai contraenti e indirizzati agli avvocati della Fed, secondo fonti a conoscenza dell'incidente.

L'indagine si concentra sugli sforamenti dei costi e sulla breve testimonianza di Powell sul progetto dinanzi alla Commissione bancaria del Senato dello scorso giugno. Trump ha accusato Powell di aver gestito male la ristrutturazione, sostenendo che avrebbe potuto essere completata con decine di milioni invece che miliardi di dollari.

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🇬🇧United Kingdom
BBC
Analitico

La BBC inquadra la vicenda come una crisi costituzionale sulla indipendenza della banca centrale, sottolineando l'eccezionalità della minaccia di licenziare un presidente della Fed. La loro copertura evidenzia le implicazioni più ampie per le norme istituzionali e la stabilità dei mercati, riflettendo anche l'esperienza britannica in materia di autonomia delle banche centrali.