Otto paesi a maggioranza musulmana hanno condannato la nuova legge israeliana sulla pena di morte, che prevede l’esecuzione per i palestinesi condannati nei tribunali militari, definendola una pericolosa escalation che minaccia la stabilità regionale.

La legislazione, approvata dalla Knesset israeliana lunedì, stabilisce che la pena di morte per impiccagione sia la sentenza predefinita per i palestinesi riconosciuti colpevoli di attacchi mortali classificati come atti terroristici nei tribunali militari. Poiché i palestinesi in Cisgiordania sono automaticamente processati nei tribunali militari israeliani invece che in quelli civili, la legge crea un percorso giudiziario separato con pene più severe.

Il ministero degli Esteri del Pakistan ha diffuso una dichiarazione congiunta dei ministri degli Esteri di Pakistan, Turchia, Egitto, Indonesia, Giordania, Qatar, Arabia Saudita e Emirati Arabi Uniti, che hanno denunciato la misura.

"Questa legislazione costituisce una pericolosa escalation, soprattutto per la sua applicazione discriminatoria"

I ministri hanno sottolineato che questa legislazione costituisce una pericolosa escalation, soprattutto per la sua applicazione discriminatoria nei confronti dei prigionieri palestinesi, e hanno evidenziato come tali misure rischino di esacerbare ulteriormente le tensioni e minare la stabilità regionale.

Dichiarazione congiunta — Ministero degli Esteri del Pakistan

La legge si applica anche agli israeliani riconosciuti colpevoli di omicidio se i loro attacchi mirano a porre fine all’esistenza di Israele. I critici sostengono che, di fatto, la norma colpisca i palestinesi mentre esenta gli israeliani ebrei che commettono reati simili, creando un sistema di giustizia diseguale all’interno della legge israeliana.

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