Il Senato francese ha approvato una versione modificata della legge che vieta l'accesso ai social media ai minori di 15 anni, introducendo emendamenti che potrebbero complicare l'iter legislativo. La versione della camera alta istituisce un sistema a due livelli che distingue tra piattaforme considerate dannose per lo sviluppo dei bambini e quelle che potrebbero restare accessibili con il consenso dei genitori.
Il presidente Emmanuel Macron vuole che la Francia diventi uno dei primi paesi dell'Unione Europea a implementare tali restrizioni, seguendo mosse simili intraprese da Australia e Indonesia. Il governo mira a far entrare in vigore il divieto entro settembre 2024, ma gli emendamenti del Senato hanno creato differenze significative rispetto alla versione originale approvata dall'Assemblea Nazionale.
La camera bassa aveva approvato a gennaio una legge che obbliga tutte le piattaforme social a rifiutare nuovi utenti sotto i 15 anni e a sospendere gli account esistenti di minori di quell'età. Il provvedimento include anche la possibilità di vietare i telefoni cellulari nelle scuole superiori.
La versione rivista del Senato esclude dal divieto le enciclopedie online e le piattaforme educative. Questa modifica riflette le preoccupazioni riguardo alla distinzione tra contenuti effettivamente dannosi e risorse educative che potrebbero invece giovare ai giovani utenti.
le emozioni di bambini e adolescenti non dovrebbero essere "in vendita o manipolate da piattaforme americane e algoritmi cinesi"
Emmanuel Macron, Presidente della Francia — NDTV
La spinta legislativa arriva dopo che l'osservatorio francese di sanità pubblica ha concluso che piattaforme come TikTok, Snapchat e Instagram sono dannose per gli adolescenti, in particolare per le ragazze, anche se non sono l'unica causa del declino della salute mentale dei giovani. La first lady Brigitte Macron si batte da anni contro il cyberbullismo.
A gennaio, nove associazioni per la tutela dei minori si sono opposte al divieto, sostenendo che i legislatori dovrebbero responsabilizzare le piattaforme piuttosto che limitare l'accesso dei bambini. I critici hanno definito l'approccio "paternalismo digitale" e una risposta semplicistica agli impatti negativi della tecnologia.
L'implementazione del provvedimento presenta ostacoli tecnici significativi. L'Unione Europea sta sviluppando un sistema efficace di verifica dell'età, ma non sarà pronto prima dell'inizio del 2027. La Commissione Europea ha sostenuto il diritto della Francia di imporre tali restrizioni, riconoscendo al contempo le sfide applicative.
Ora il governo deve affrontare il timore che la versione modificata dal Senato possa non essere conforme al diritto europeo, rischiando di essere respinta. Le due camere del parlamento devono trovare un compromesso prima che la legge possa essere approvata.
Per Macron, il cui governo ha sospeso lo scorso anno la riforma delle pensioni, il divieto ai social media rappresenta una potenziale ultima grande conquista politica interna prima del suo ritiro nell'aprile 2027. Il successo di questa iniziativa dipende dalla capacità di conciliare le differenze parlamentari e superare le barriere tecniche di attuazione.