Gli Stati Uniti hanno permesso a una petroliera russa carica di circa 730.000 barili di greggio di procedere verso Cuba, segnando un’evoluzione significativa nella politica di blocco energetico dell’amministrazione Trump nei confronti di questa nazione caraibica. La nave battente bandiera russa Anatoly Kolodkin si trovava al largo della costa orientale di Cuba domenica ed è attesa all’attracco nel porto di Matanzas entro martedì.
La decisione rappresenta un cambiamento notevole nell’approccio di Washington verso Cuba, che subisce un embargo petrolifero di fatto da gennaio. L’amministrazione Trump aveva precedentemente bloccato tutte le spedizioni di petrolio verso l’isola e minacciato tariffe punitive contro qualsiasi Paese terzo che avesse fornito carburante a L’Avana. Questa politica ha spinto il Messico a interrompere le sue esportazioni di petrolio verso Cuba e costretto altri potenziali fornitori a riconsiderare i propri rapporti commerciali.
Cuba sta affrontando la crisi energetica più grave degli ultimi decenni: il presidente Miguel Díaz-Canel ha dichiarato che il Paese non riceve importazioni di petrolio da tre mesi. La carenza ha provocato blackout diffusi, razionamenti severi della benzina e gravi disagi nella vita quotidiana sull’isola. I trasporti pubblici sono stati drasticamente limitati e diverse compagnie aeree internazionali hanno sospeso i voli verso Cuba a causa della penuria di carburante.
Il tempismo di questa decisione coincide con sviluppi geopolitici più ampi nella regione. La cattura del presidente venezuelano Nicolás Maduro da parte dell’esercito statunitense a gennaio ha interrotto la principale fonte di petrolio per Cuba, poiché il Venezuela forniva petrolio all’Avana a condizioni favorevoli. Questa mossa ha di fatto tagliato il principale lifeline energetico di Cuba, accelerando la crisi attuale.
Le unità della Guardia Costiera statunitense operanti nella zona avevano la capacità di intercettare la petroliera russa, ma non hanno ricevuto l’ordine di farlo. La decisione di permettere la consegna sembra mirata a evitare un potenziale scontro marittimo con la Russia vicino alle acque statunitensi. Tuttavia, i funzionari dell’amministrazione non hanno chiarito se si tratti di un’eccezione una tantum o di un segnale di un cambiamento più ampio nella politica futura sulle forniture russe di petrolio a Cuba.